R.M.
14 maggio 2026 06:23
Un manoscritto datato 26 gennaio 1604, conservato all’Archivio di Stato di Padova, riporta la città al centro di una pagina poco conosciuta della storia della cucina italiana ed europea, quella della produzione meccanica della pasta. Da questo documento nasce Padova 1604, progetto culturale promosso da Paolo Caratossidis, presidente dell’Associazione Cultura & Cucina, fondatore del network Eccellenze Venete e ricercatore che ha individuato l’atto.Il documento riguarda un privilegio pubblico concesso a Bartolomio Veronese, detto “Abbondanza”, per la produzione e la vendita di “bigoli, menudelli, lasagne et macaroni” attraverso una macchina destinata alla lavorazione della pasta. Una fonte che, secondo i promotori del progetto, consente di leggere la Padova del primo Seicento non solo come città universitaria e scientifica, ma anche come luogo di tecnica, impresa, mercato, artigianato e innovazione alimentare. Il progetto sarà presentato ufficialmente venerdì 22 maggio alle 20 al MAAAP - Museo Archeologico Ambientale delle Acque del Padovano, in via Querini 48. L’incontro punta a illustrare il valore storico del manoscritto e il suo possibile impatto sulla narrazione culturale e turistica della città.L’iniziativa arriva anche nel contesto del dibattito cittadino aperto dall’inaugurazione di Casa Aperol a Padova. I promotori di Padova 1604 propongono infatti di avviare un dialogo con il Gruppo Campari e con Aperol, marchio nato nella città del Santo nel 1919, per valutare un possibile sostegno al progetto. L’obiettivo non è una semplice sponsorizzazione, ma una collaborazione strategica capace di rafforzare il rapporto tra il marchio e la città d’origine. Secondo Caratossidis, il manoscritto non rappresenta una curiosità archivistica, ma un tassello rilevante per raccontare una Padova dinamica e protoindustriale, in cui il cibo era già anche impresa, tecnologia e identità urbana. A questa ricerca si affianca inoltre un ulteriore filone di studio legato a Galileo Galilei, alla Padova del suo tempo e alla cultura materiale del territorio, compresa l’area di Abano Terme e dei Colli Euganei.A testimoniare il legame tra documento storico, filiera produttiva e tradizione gastronomica saranno presenti anche realtà del mondo food, con una degustazione dedicata ai bigoli e ai prodotti del territorio: dall’Abbazia di Praglia a Comunian Vini, dal Pastificio La Ghirlandina di Abano Terme a Crifill Grissineria, Caseificio Scacco, Gelaterie Ciokkolatte e Pasticceria Pigato. «Stavo conducendo una ricerca su un tema apparentemente marginale, l’origine dei bigoli, simbolo della tradizione gastronomica veneta e padovana - afferma Paolo Caratossidis -. Quella che pensavo fosse una semplice verifica storica si è trasformata nella scoperta di una vicenda molto più ampia e sorprendente. Il documento del 1604 non racconta soltanto la storia di un formato di pasta, ma apre uno scenario culturale, sociale, economico e tecnico che coinvolge Padova, il Veneto e il contesto della Repubblica di Venezia. Siamo di fronte a una piccola grande rivoluzione silenziosa: il passaggio dalla produzione manuale a una forma meccanica e organizzata del cibo, capace di parlare di ingegno, lavoro, mercato, identità e cultura materiale. È un vero romanzo storico, fatto di persone reali e saperi da riscoprire, custodire e restituire alla memoria collettiva».










