Le telecamere davanti alla proprietà dei Bruno hanno filmato e registrato parte dei dialoghi e della sparatoria avvenuta la mattina del 29 aprile quando Giuseppe Robustella, 43 anni, incensurato manfredoniano, avrebbe ucciso Antonio Stefano Bruno, 33 anni; ferito gravemente il padre Pasquale Bruno sessantenne e il fratello Saverio Bruno, trentenne, rimanendo a sua volta ferito non è ancora chiaro da chi. Secondo i pm il movente sarebbe “una discussione sorta a seguito di una pregressa cessione di cocaina di scarsa qualità ceduta dai Bruno a Robustella”.

Ieri Robustella, cui l’11 maggio è stato notificato dalla squadra mobile il decreto di fermo della Procura per omicidio e duplice tentato omicidio, s’è avvalso della facoltà di non rispondere al gip Armando Dello Iacovo. L’avv. Gabriele Esposto s’è opposto alla convalida del fermo perché non c’era il pericolo di fuga, in quanto l’indagato era già detenuto: fu arrestato in flagranza per possesso illegale di pistola subito dopo la sparatoria. Robustella è stato portato in Tribunale a Foggia per l’interrogatorio di convalida dal carcere di Lecce dov’era stato trasferito per motivi di sicurezza dopo l’arresto-bis; e dove è stato ricondotto al termine della breve udienza.