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Favoreggiamento nei confronti del 22enne arrestato giovedì. Il 35enne originario del Mali aveva tentato di rifugiarsi nel bar per sfuggire all’assalto della baby gang che lo ha pestato brutalmente e accoltellato
Sabato 16 Maggio 2026, 05:59
È indagato con l’accusa di favoreggiamento nei confronti del 22enne arrestato giovedì, il proprietario del bar dove aveva tentato di rifugiarsi Bakari Sako, 35enne originario del Mali, per sfuggire all’assalto della baby gang – di età compresa tra 15 e 17 anni – che lo hanno pestato brutalmente e accoltellato alle prime luci del 9 maggio in Città vecchia. Dopo la sospensione per 60 giorni della sua attività, dalle indagini è emerso che l’uomo, intercettato, avrebbe ammesso di conoscere il 22enne che aveva preso parte all’aggressione mortale mentre alle forze dell’ordine in precedenza aveva dichiarato di non saperlo.
Intanto nella giornata di ieri il gip Paola Morelli pur non convalidando il fermo ha applicato la misura cautelare nei confronti dei 4 minorenni che dovranno rimanere collocati negli istituti minorili dove si trovano attualmente (due di loro si trovano a Bari e due in quello di Lecce) e svolgere attività di sostegno. Durante l’interrogatorio con il gip Morelli, alla presenza dei rispettivi difensori - gli avvocati Andrea Maggio, Salvatore Maggio, Fabio Falco e Pasquale Blasi - i 4 indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, rilasciando però dichiarazioni spontanee.










