Roma, 11 maggio 2026 – Il Comitato europeo delle regioni (Cdr) chiede una svolta nella governance digitale: meno burocrazia e più sostegno finanziario e tecnico per consentire a Comuni e Regioni di stare al passo con la trasformazione tecnologica.
Il Cdr ha adottato il 7 maggio un parere, relativo alla Strategia per l’Unione dei dati, con cui i rappresentanti locali e regionali chiedono a Bruxelles regole più chiare e strumenti concreti per implementare le politiche su dati e intelligenza artificiale a livello subnazionale. La strategia, presentata dalla Commissione europea lo scorso novembre, mira a rafforzare la sovranità europea in materia di dati e a consolidare la posizione dell'Ue nei flussi internazionali di informazioni.
Il documento arriva in un momento di particolare fermento normativo a Bruxelles. Nella stessa giornata, il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Ue hanno raggiunto un accordo provvisorio per aggiornare alcune disposizioni dell'AI Act, alleggerendo alcuni obblighi per le imprese e introducendo un divieto esplicito per le applicazioni che generano immagini intime false senza consenso. Ma al di là dei ritocchi alla legge sull'IA, il Cdr punta il dito su un problema strutturale che rischia di vanificare l'intero impianto della politica digitale europea: la distanza crescente tra le ambizioni regolatorie di Bruxelles e la capacità effettiva di Comuni e Regioni di darvi attuazione.







