Roma, 16 set. (askanews) – “Ci sono tre aree di cui serve più ambizione in Europa” su innovazione e sviluppo. La prima è “rimuovere le barriere al rafforzamento delle nuove tecnologie”, consentendo alle imprese innovative di operare, commerciare e raccogliere i finanziamenti presso i 27 Stati membri, così come in altre giurisdizioni e per questo il cosiddetto “28º regime deve diventare una realtà”. Lo ha affermato l’ex presidente del Consiglio italiano e della Bce, Mario Draghi durante una conferenza a Bruxelles sul suo rapporto sulla competitività Ue.
La seconda area di intervento che ha citato in questa sua ricetta per rafforzare l’innovazione è la regolamentazione comunitaria:”una delle richieste più chiare che arriva dalle imprese è quella di una semplificazione radicale del Gdpr”, il Regolamento Ue sulla tutela dei dai. E non solo a livello generale ma anche rispetto a normative e regolamenti attuativi ulteriori che vengono aggiunte dagli Stati membri, ha precisato.
“L’incertezza sta creando costi e ritardi e sta rallentando lo sviluppo dell’intelligenza artificiali in Europa”. Secondo Draghi il solo Gdpr ha fatto salire “i costi dei dati per le imprese Ue a circa il 20% in più rispetto alle concorrenti Usa”.







