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16 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 16:38
Un anno dopo la presentazione del suo Rapporto per il rilancio della competitività europea, Mario Draghi torna a Bruxelles per una “conferenza di alto livello” con Ursula von der Leyen sui progressi fatti nel recepire le sue indicazioni. I toni non sono quelli celebrativi probabilmente auspicati dalla presidente della Commissione. “Il nostro modello di crescita sta svanendo”, attacca l’ex governatore di Bankitalia, presidente della Bce e da ultimo premier italiano. “Le vulnerabilità stanno aumentando, non c’è un percorso chiaro per finanziare gli investimenti di cui abbiamo bisogno” e questa “inazione” minaccia “non solo la nostra competitività ma la nostra stessa sovranità“. L’unico fronte su cui negli ultimi 12 mesi si è davvero mosso qualcosa è senza dubbio quello della spesa per la difesa, con il piano “Readiness 2030” che prevede prestiti europei ad hoc e offre flessibilità nei conti pubblici ai Paesi che potenziano le spese militari. Non abbastanza per Draghi, che a un certo punto del suo intervento scandisce una frase chiave: “Il confine tra economia e sicurezza è sempre più sfumato“. Insomma: il grande riarmo deve diventare un pilastro della traballante crescita del Vecchio continente.














