I pannelli solari funzionano bene nello Spazio e sono impiegati per diverse missioni per consentire di generare l'energia utile al funzionamento della strumentazione di bordo e per generare spinta nel caso di propulsori elettrici. I pannelli solari non possono però essere impiegati per tutte le missioni, in particolare quando ci si spinge verso l'esterno del Sistema Solare, oltre Giove. Qui la luce del Sole è molto più debole e servono grandi superfici per generare abbastanza energia. Per questo si possono utilizzare generatori termoelettrici a radioisotopi o RTG. Missioni come le due sonde Voyager o New Horizons ne fanno uso, insieme a rover marziani come Curiosity o Perseverance.

L3Harris ha annunciato lo sviluppo di un generatore termoelettrico a radioisotopi di nuova generazione (Next Gen RTG) che ha superato la revisione critica del design ad aprile. Questa unità potrebbe essere impiegata sulle future missioni della NASA nello Spazio profondo garantendo maggiore flessibilità e caratteristiche superiori a quelli dell'attuale generazione.

Sempre stando a quanto riportato da L3Harris, questa nuova generazione di RTG potrebbe vedere il debutto ufficiale nei primi anni '30. Il suo utilizzo sarebbe destinato, per esempio, a un orbiter pensato per studiare Urano generando sia l'energia elettrica necessaria per il funzionamento ma anche mantenendo una temperatura idonea per la strumentazione.