di
Massimiliano Del Barba
L’obiettivo è realizzare entro il 2050 pannelli solari extraterrestri e ricevitori wireless a terra in grado di produrre quanto una centrale nucleare
Secondo l’Agenzia internazionale per l’energia, la Iea, per sostenere una transizione energetica fondata sull’elettricità pulita e, in questo modo, azzerare le emissioni di CO2 entro il 2050 sarà necessario, a livello globale, un investimento in pale eoliche, pannelli solari, dighe per l’idroelettrico e impianti nucleari di nuova generazione di circa cinque trilioni di dollari all’anno. «A pile of money», per dirla all’americana, in un contesto certo non favorevole fra l’altro, visto che, fra intelligenza artificiale, data center, reti 5G, industria pesante e mobilità sostenibile, la richiesta di elettricità, sempre a livello mondo, sta aumentando a un ritmo costante del 4% annuo.
La domanda da porsi, dunque, è se questo trend sia sostenibile nel lungo periodo e, soprattutto, compatibile con gli obiettivi di decarbonizzazione che il mondo si è prefissato. Fare di più con meno, insomma: difficile, per molti osservatori. A meno che non si presenti sul mercato un game changer. Magari dallo spazio.







