Empoli, 16 maggio 2026 – Multe che finiscono dinanzi al giudice, che a sua volta accoglie il ricorso. E’ successo ancora ad Empoli. L’ultimo caso di specie, appena definito, ha origine due anni fa. Ad un automobilista veniva contestata la violazione di articoli del Codice della Strada per aver oltrepassato la linea di arresto di un semaforo nel comune di Empoli, proseguendo la marcia nonostante la lanterna proiettasse il rosso (secondo la stessa amministrazione). Il destinatario del verbale ha promosso ricorso dinanzi al Giudice di Pace di Empoli. L’Unione dei Comuni (cui fa capo il comando unificato di polizia municipale) si è costituita nel giudizio davanti al Gdp producendo una memoria difensiva. Di recente il Gdp ha però accolto il ricorso compensando le spese di lite ma condannando l’amministrazione al pagamento di 43 euro, in sostanza a restituire la multa.

La motivazione dell’accoglimento del ricorso porrebbe in evidenza una presunta carenza di regolamentazione amministrativa riguardo quel semaforo provvisto di rilevatore, carenza che attualmente - si fa presente dal Comune di Empoli - “risulta colmata”. E’ piuttosto una questione di principio: il Comune, vista l’entità di quanto era in discussione (come detto si trattava di restituire la multa in pratica) ha deciso di non procedere in appello, cosa che avrebbe fatto correre “il rischio di vedere aggravate le spese processuali in caso di soccombenza”. Pur ritenendo di aver ragione. Di recente, come si è visto, il giudice ha accolto ricorsi di automobilisti avverso i verbali del rilevatore di velocità di Montelupo Fiorentino. I Comuni pongono davanti la questione sicurezza stradale: procedere piano specie nei centri abitati, fare attenzione ai semafori, non sostare in maniera pericolosa. Alcuni ricorsi come si è già avuto modo di vedere sono accolti invece per mancata omologazione degli impianti o ‘veste’ amministrativa non del tutto completa (tipo segnalazioni insufficienti).