Chi sta seguendo la vicenda, ma soprattutto i dipendenti Rai, gridano al miracolo. “Ma dai, davvero? Partono i lavori? Quasi non ci speravamo più. Era ora!”. L’annuncio dell’inizio dell’opera di ristrutturazione della storica sede Rai di Viale Mazzini, primo edificio interamente in acciaio della Capitale, zeppo di amianto tanto che era pericoloso pure appendere un quadro sul muro, viene preso con un afflato di speranza. Specialmente dal migliaio di dipendenti trasferiti nell’ex palazzo della Wind in via Alessandro Severo, sulla Colombo, distante anni luce dalle strade abituali di Roma Nord: uno psicodramma collettivo anche un po’ grottesco, anche se qualcuno inizia ad abituarsi. In questi mesi si guardava con un misto di tristezza e nostalgia a Mazzini, dove però non si muoveva foglia e non si intravedeva nemmeno un operaio. Ora, a un anno e mezzo dal trasloco del personale, finalmente l’annuncio di Rossi, così eclatante che l’amministratore delegato ha imposto di darne la notizia in tutte le edizioni dei telegiornali. Dunque, si parte: non solo bonifica dell’amianto ma, già che ci siamo, anche ristrutturazione e ammodernamento dei locali, ché la conformazione degli spazi risulta oltremodo antiquata, stile anni Ottanta. Durata prevista dei lavori 5 anni, anche se in molti dentro l’azienda scommettono che non basteranno e ce ne vorranno almeno il doppio.