“Per lunghissimo tempo ho vissuto una relazione segreta con un uomo sposato, Federico. Una condanna, per me, nonostante possa sembrare un’azione brutale verso sua moglie. Il sentimento mi ha condannata a questo ruolo, non avrei voluto, perché ha significato vivere da fantasma, non poter condividere una passeggiata o una cena assieme in un ristorante in città. Siamo colleghi, quindi abbiamo mentito a molte persone. Lo amavo ed ero convinta che prima o poi avrebbe scelto me. Mi diceva di aspettare, che c’era un figlio piccolo di mezzo; non era il momento giusto per lasciare Camilla. Il momento giusto non arrivava mai, io ho tarato la mia vita intorno a lui, per vederci”, racconta Elisa T., 45 anni, che vive a Roma e lavora nel settore della pubblicità.

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Dieci anni nell’ombra, aspettando che mantenesse una promessa

“Federico ed io lavoriamo insieme da tanti anni. Quando è iniziata la nostra relazione, lui era già sposato con Camilla e aveva un figlio piccolo. All’inizio non pensavo che sarebbe diventato qualcosa di così importante. Era una complicità, un’intesa forte, che piano piano è cresciuta fino a trasformarsi in una relazione vera e propria. Ci amavamo, mi diceva: ‘dammi tempo’. Sentiva di non poter lasciare sua moglie da un giorno all’altro, c’era un bambino di mezzo e voleva fare le cose nel modo giusto. Io ho deciso di credergli. Ho accettato di aspettare, di ritagliarmi spazi, di vivere momenti rubati. Gli anni però passavano. E ogni volta che provavo a chiedere di più, lui trovava un motivo per rimandare: il lavoro, il figlio, la situazione familiare. Io nel frattempo mettevo in pausa la mia vita. Rinunciavo a conoscere altre persone, a costruire qualcosa di mio. Dieci anni sono tanti, ma quando sei dentro una storia così, il tempo sembra scivolare senza che tu riesca davvero a fermarti a guardarlo”.