Giovanni Malagò è uno de due candidati alla poltrona di numero uno del calcio italiano, da Presidente della FIGC, per il quale si andrà al voto il prossimo 22 giugno. Un incarico che l'ex capo del CONI è pronto ad assumere qualora riuscirà a sbaragliare la concorrenza, costituita dal solo Giancarlo Abete suo avversario elettorale. Ma è anche disposto a farsi subito da parte senza indugio qualora facesse le scelte sbagliate, come nella scelta del CT: "Mi dimetterei subito". E sul campionato a 18 squadre ha le idee chiare: "Ci si deve adattare, altrove si gioca e si vince a 20".
Giovanni Malagò ha accettato la richiesta della Lega Serie A di offrirsi quale proprio forte candidato per il dopo Gravina e l'ex n1 del Coni non si è tirato indietro. Mostrando disponibilità immediata, ha ufficialmente raccolto la sfida nel momento in cui è stato indicato come possibile guida da parte dei club del massimo campionato, ricevendo ampi consensi anche dalle categorie minori che, in percentuale, determinano le elezioni federali da sempre. Ma, senza fare proclami, ha subito sottolineato la volontà di fare il massimo per il bene dell'Italia calcistica, senza indugi. Malagò e il futuro CT: "Non possiamo permetterci di sbagliarlo, lo vediamo dal 2006…" A costo di dimettersi se dovesse iniziare col piede sbagliato, iniziando dalla scelta del Commissario Tecnico: "Che caratteristiche deve avere il CT della nazionale? Deve innamorarsi del progetto, gettare il cuore oltre l'ostacolo" ha risposo a Sabato al 90. "Ovviamente non possiamo permetterci di sbagliarlo perché lo vediamo dal 2006… tu puoi essere il miglior gestore della Federazione ma se non ottieni almeno il risultato minimo, poi devi dimetterti".












