Si è preso tutto il tempo che poteva, o quasi. Ma la decisione era presa da tempo. Giovanni Malagò comunicherà mercoledì mattina la decisione di correre per la presidenza della Federcalcio, sciogliendo la riserva dopo l’investitura della Lega Serie A a metà aprile.

Malagò scioglie la riserva: si candiderà alla Figc

In questo mese, Malagò ha lavorato alla candidatura con pazienza: un programma asciutto, di una decina di pagine, per mettere nero su bianco solo idee realizzabili da qui alla fine del mandato, che scadrà in ogni caso tra due anni e mezzo, per il rinnovo quadriennale delle cariche. Ha parlato con le componenti, incassando l’appoggio di calciatori e allenatori: un sostegno che di fatto fa pendere dalla sua parte una percentuale considerevole delle preferenze. All’elenco dei sostenitori si è aggiunta anche la serie B: “Convergiamo su di lui”. Nei fatti, ha l’elezione in pugno, al punto che lavora già alla squadra: ha contattato Maldini (e non solo lui) per valutarne la disponibilità a guidare il Club Italia, la struttura a cui fanno riferimento tutte le nazionali azzurre, dalla maggiore alle under. E poi insieme sceglieranno un ct, con nomi già segnati in rosso.

Gli ostacoli sulla sua corsa