La presidenza della Figc sarà una partita a due tra Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. La Lega Calcio Serie A ha deciso che sarà Malagò, ex presidente del Coni e attuale numero uno della Fondazione Milano-Cortina 2026, il proprio candidato per il posto lasciato libero da Gabriele Gravina, dimessosi "a furor di popolo" all'indomani della sconfitta della Nazionale di Gattuso ai rigori in Bosnia che ha decretato la terza mancata qualificazione di fila ai Mondiali degli azzurri.
Il termine ultimo per presentare candidati è il 13 maggio, mentre le elezioni si svolgeranno il 22 giugno. Con Malagò ci sono 18 dei 20 club di Serie A. Contro la sua candidatura solo la Lazio del presidente Claudio Lotito, senatore di Forza Italia, e il Verona.
"Diciotto club su venti hanno sottoscritto la candidatura di Giovanni Malagò, che da questo momento rispetta il requisito dell'articolo 6,2 del regolamento elettorale della Figc, consistente nell'aver raggiunto l'accredito della candidatura - è l'annuncio del presidnte della Lega Calcio Serie A Ezio Simonelli a margine dell'Assemblea di Lega -. Il 22 giugno le 20 società avranno diritto di sottoscrivere un modulo federale per accreditare un candidato". "Le due società mancanti, Lazio e Verona, non lo hanno fatto certo per mancanza di fiducia nella figura di Malagò, che credo tutti riconoscano come una delle persone più autorevoli nel mondo dello sport e di grande riferimento per tutti. Ne hanno fatto una questione di metodo ritenendo che prima si dovesse discutere dei programmi e poi individuare la persona per portali avanti. Diciamo che 18 società su 20 hanno pensato che, qualunque fosse il programma, Malagò sarebbe in grado di portarlo avanti per la sua statura e per il suo livello. A questo punto la palla è in mano a lui, dovrà fare le sue verifiche e poi formalizzare la sua candidatura".













