Roma, 16 maggio 2026 - Truffa dei like (o money muling, trasferimento illecito di denaro). Chi sono le vittime e come funziona?

“È un inganno decisamente aggressivo perché va a toccare la ricerca del lavoro, di solito da parte dei più giovani. L’occupazione proposta, mettere like dietro compenso, si presenta come poco onerosa, quindi ha tutte le caratteristiche per essere seduttiva. Poi è in linea con quello che i ragazzi fanno. La vittima comincia effettivamente a veder maturare degli introiti, e questo è uno schema ricorrente nelle truffe”.

Massimiliano Dona, avvocato e presidente dell’Unione nazionale consumatori, è abituato a scovare le trappole e a disinnescarle. Quelle online, soprattutto economiche, ormai sono un problema globale, in crescita costante.

Partendo dai like a cosa si approda?

“La truffa ha due possibili sviluppi. Può essere usata per capire la psicologia della vittima, se la persona dà segni di avidità ed è particolarmente attratta dai guadagni facili. In questo caso, vira verso proposte di investimento. All’inizio sono piccole cifre, paragonabili a quelle incassate dal ragazzo nelle prime settimane, 200-300 euro per cominciare a fare trading, cioè a investire. Questo ovviamente depotenzia ulteriormente le possibili paure”. Supera il mezzo miliardo il bottino dei ladri digitali tra 2022 e 2024. A preoccupare è soprattutto la crescita delle truffe online, passate da 114 a 181 milioni