Falsi allarmi bancari, venditori fraudolenti e la truffa del "Ciao mamma”. Nell’era dei pagamenti digitali, l’anello debole della catena è ancora uno: l’essere umano. Crescono in Europa le frodi finanziarie basata sulla manipolazione delle vittime, indotte ad autorizzare direttamente i pagamenti. A differenze dei crimini tradizionali, basati per lo più su credenziali rubate o violazione di sistema, queste giocano direttamente sui punti deboli dei consumatori. E cadere nella trappola è molto più semplice di quanto non si pensi: i truffatori intercettano fatture legittime, modificano i dettagli di pagamento e reindirizzano i fondi ai loro conti. Ancora, si fingono banche, agenzie governative o persino familiari disperatamente bisognosi di denaro. In molti casi, i falsi avvisi bancari che mettono in allarme le vittime su un’ipotetica “irregolarità” del proprio conto bancario, sembrano a tutti gli effetti reali.

Nuovi rischi

Ce n’è poi una in particolare che sta emergendo, si tratta della frode cosiddetta App, (Authorised push payment) che induce i suoi bersagli ad autorizzare pagamenti immediati su conti fraudolenti. Poiché queste transazioni sono tecnicamente approvate dalle vittime, è più probabile che eludano i normali meccanismi di rilevamento delle frodi. I pagamenti in tempo reale (RTP) sono un bersaglio per i truffatori, perché il loro punto di forza è la velocità. Possono trasferire denaro dal conto del beneficiario in pochi minuti, prima che la vittima si renda conto di essere stata truffata, il che rende ancora più difficile il recupero.