Tokyo accelera sulla riforma dell’intelligence e punta a rendere operativo, già da luglio, il nuovo National Intelligence Bureau. Una cabina di regia più forte per coordinare le informazioni di fronte alle nuove esigenze strategiche, come lo spionaggio economico e le nuove forme di competizione tecnologica
Il governo di Sanae Takaichi punta a creare un nuovo National Intelligence Bureau, chiamato a diventare il centro di raccordo delle informazioni intelligence raccolte dai diversi apparati dello Stato, e vorrebbe renderlo operativo già a partire da luglio 2026.
La riforma
Takaichi lo aveva indicato come una delle priorità del suo governo già a gennaio, in una conferenza stampa nella quale aveva legato il rafforzamento dell’intelligence alla capacità del Giappone di “prevenire le crisi” e “proteggere strategicamente gli interessi nazionali”. In quell’occasione, la premier aveva messo nello stesso quadro tre tasselli: la nascita del nuovo bureau, l’istituzione di un meccanismo più rigoroso di screening degli investimenti stranieri e l’approvazione di norme in materia di intelligence e controspionaggio.
Da qui la proposta di istituire, all’interno del governo, un National Intelligence Council presieduto dal primo ministro e composto dai ministri competenti, affiancato da un National Intelligence Bureau ottenuto elevando l’attuale Cabinet Intelligence and Research Office. Il nuovo organismo dovrà aggregare e utilizzare in modo più efficace i flussi informativi provenienti dalle diverse agenzie.






