Roma, 23 apr. (askanews) – Il Giappone accelera sulla costruzione di una cabina di regia politica per l’intelligence, in un passaggio che segna uno dei tasselli più rilevanti del riassetto della sicurezza voluto dalla prima ministra Sanae Takaichi. La Camera dei rappresentanti ha approvato oggi in seduta plenaria il disegno di legge per l’istituzione del “Consiglio nazionale per l’intelligence” e della nuova “Agenzia nazionale di intelligence”, che dovrà rafforzare la raccolta, l’integrazione e l’analisi delle informazioni strategiche a supporto delle decisioni del governo. Il testo, dopo il via libera del 22 aprile in commissione Affari di gabinetto della Camera bassa, passa ora all’esame della Camera dei consiglieri e, secondo le posizioni politiche emerse finora da parte dei partiti anche d’opposizione, ha buone possibilità di essere approvato anche nella sessione parlamentare in corso.
La riforma punta a colmare una debolezza storica dell’architettura giapponese dell’intelligence: la frammentazione tra ministeri, apparati di sicurezza e strutture di analisi, con il risultato di una limitata capacità di trasformare informazioni disperse in valutazioni unitarie utili al vertice politico. Il nuovo Consiglio nazionale per l’intelligence sarà presieduto dal primo ministro e riunirà, tra gli altri, il capo di gabinetto, i ministri degli Esteri e della Difesa, ma anche dicasteri chiave come Finanze, Giustizia, Economia e Trasporti, oltre al presidente della Commissione nazionale di pubblica sicurezza. All’organismo spetterà definire le linee di fondo delle attività informative, valutare i dossier più sensibili, coordinare la risposta alle attività informative straniere – incluse le operazioni di influenza – e fornire un indirizzo politico più stretto all’intera comunità dell’intelligence.






