Una gita immersiva per far capire e raccontare ai bambini e alle bambine della primaria cosa significa percorrere la rotta balcanica. Cosa significhi camminare al buio, senza scarpe, affrontando ostacoli e insidie in una rotta in cui moltissime persone hanno perso la vita. Gli alunni di alcune classi quinte della scuola primaria “Arpalice Cuman Pertile” di Marostica, in provincia di Vicenza, hanno aiutato le associazioni di volontariato, attive a Trieste, a distribuire i pasti alle persone migranti che si radunano in piazza Libertà, dove da anni operano i volontari dell’associazione Linea d’Ombra.

Se l’iniziativa educativa è stata raccontata dai protagonisti come «un momento pieno di vita per la serietà degli sguardi e dei gesti dei bambini» e, riporta il Corriere della Sera, il progetto è stato approvato dal collegio docenti e condiviso con i genitori delle classi coinvolte, la maggioranza ha alzato il polverone delle polemiche accusando la scuola di aver fatto un «lavaggio del cervello». Subito è intervenuto il ministero dell’Istruzione e del Merito di Giuseppe Valditara informando che «l’Ufficio scolastico regionale per il Veneto ha immediatamente avviato le opportune verifiche sulla vicenda, al fine di accertare le modalità didattiche delle attività disposte e le modalità di svolgimento delle stesse».