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Roberta Merlin e Barbara Todesco

L'istituto di Marostica nella bufera. Mantovan: «Approfondiremo». L’organizzatrice: «Lavoriamo con tante scuole del Veneto»

«La scuola deve restare un luogo di formazione libera, equilibrata e pluralista, mai di condizionamento ideologico». L’assessore regionale all’Istruzione Valeria Mantovan, interviene sul caso della scuola primaria «Arpalice Cuman Pertile» di Marostica, finita al centro di una polemica nazionale dopo una gita a Trieste nell’ambito di un progetto di educazione civica dedicato ai temi della migrazione, dell’empatia e dei diritti umani. Una vicenda esplosa dopo la diffusione sui social di un video realizzato dall’associazione triestina Linea d’Ombra, nel quale alcuni bambini raccontano l’esperienza vissuta, nei giorni scorsi, a Trieste, in piazza Libertà, la cosiddetta «piazza del mondo», dove da anni arrivano i migranti della rotta balcanica. Nel filmato i piccoli spiegano di avere distribuito pasti e calzini ai profughi e raccontano anche un’attività sensoriale svolta a scuola: bendati e scalzi, per immedesimarsi nelle difficoltà affrontate durante il viaggio.

Parole e immagini che hanno acceso immediatamente il dibattito politico. La Lega, con l’europarlamentare Anna Maria Cisint, ha parlato di «lavaggio del cervello» e di bambini «costretti a simulare la rotta balcanica camminando a piedi scalzi sui sassi». Fratelli d’Italia, con Elena Donazzan e i deputati Silvio Giovine e Nicole Matteoni, ha annunciato interrogazioni al ministro Giuseppe Valditara chiedendo verifiche sulle autorizzazioni e sui contenuti educativi dell’iniziativa. Ed è proprio mentre l’Ufficio scolastico regionale e il Ministero dell’Istruzione stanno acquisendo documentazione e relazioni che interviene Mantovan. «Quanto emerso in queste ore merita un doveroso approfondimento da parte degli organi competenti – spiega l’assessore regionale all’Istruzione - Ogni attività didattica rivolta ai minori deve essere sempre improntata alla massima attenzione educativa, alla tutela della sensibilità dei bambini e alla piena condivisione con le famiglie».