TRIESTE - «I piccoli angeli arrivati a Trieste per aiutare i migranti: i bimbi commuovono tutta Italia»: così titolava, venerdì pomeriggio, Trieste Cafe. Tempo una manciata di ore e i bimbi della scuola di Marostica non erano più angeli, ma vittime: «Prima il lavaggio del cervello in classe dove sono stati costretti a simulare la Rotta balcanica camminando a piedi scalzi sui sassi e poi portati in gita scolastica in mezzo ai clandestini”, la denuncia su Facebook dell’europarlamentare leghista Anna Cisint. Da lì in avanti una ridda di reazioni, finché il ministero dell'Istruzione e del Merito ha disposto un’inchiesta annunciando che “monitorerà con la massima attenzione gli sviluppi della vicenda». Appunto, così successo?
Mercoledì 13 maggio due classi quinte della scuola primaria "Arpalice Cuman Pertile" di Marostica partecipano a una delle serate di "Fornelli Resistenti" nell'ambito di una gita scolastica di due giorni a Trieste. Il progetto “Fornelli Resistenti”, nato tre anni fa e promosso dall’associazione “Linea d’ombra”, si occupa di fornire pasti e assistenza alle persone - soprattutto afghane, irachene, curde - che, arrivate in Italia, attendono di presentare la domanda di protezione internazionale. Non clandestini, dunque, ma gente che attende in strada che la questura accetti la domanda di protezione internazionale. Nei giorni scorsi, assieme ai Fornelli resistenti di Bassano del Grappa e alla Fattoria sociale Conca d'oro, hanno partecipato anche gli scolari. E nell'occasione hanno raccontato alcune esperienze fatte a scuola per comprendere il fenomeno migratorio: una serie di esercizi, bendati e senza scarpe, per provare a immedesimarsi nelle persone che attraverso la rotta balcanica giungono in Italia affrontando ostacoli e insidie.Lorena Fornasir, fondatrice di Linea d’Ombra insieme al marito, ha raccontato a TriestePrima la genesi della partecipazione scolastica: «La maestra mi ha chiesto se poteva portare i bambini. Abbiamo risposto che i bambini vanno preparati per una cultura della solidarietà e dell’empatia». Secondo Fornasir, l’istituto «ha seguito un percorso regolare e con tutte le autorizzazioni che servivano, sempre accompagnati dagli adulti». Così i ragazzini, accompagnati dalle maestre, hanno distribuito cibo e vestiti. Per un giorno “angeli” dei migranti. Poi è esplosa la polemica. LE REAZIONI «Da Trieste arrivano immagini vergognose di bambini costretti dalle maestre a camminare scalzi sui sassi per 'sentirsi' come migranti clandestini. Scene inaudite che non pensavamo di dover mai commentare: le maestre di questa scuola elementare di Marostica hanno fatto un vero e proprio lavaggio del cervello a questi piccoli!», la denuncia dell'europarlamentare della Lega Anna Cisint e del senatore e segretario della Lega del Friuli, Marco Dreosto. Poi Silvio Giovine, deputato di FdI, citando la testimonianza di un bimbo secondo cui i migranti «camminano nel buio per non farsi trovare dalla polizia»: «La scuola deve formare cittadini liberi e consapevoli, non esporre bambini a messaggi politicamente orientati, ideologici o peggio diseducativi come l'idea che le forze dell'ordine siano un ostacolo da eludere».«Nessuno provi ad usare bambini e ragazzi come strumento di pressione politica o mezzo di propaganda», il monito dell’onorevole Erik Pretto, Lega. Solo la consigliera regionale veneta del Pd, Chiara Luisetto, in difesa della scuola: «Un’iniziativa educativa di alto spessore civico, vergognoso che l'europarlamentare leghista Cisint abbia costruito una campagna via social indegna, che ha dato in pasto bambini e l'istituto scolastico di Marostica agli odiatori seriali».







