Roma, 16 maggio 2026 – “Non so cosa sia successo là sotto. Ma è davvero strano che siano morti in cinque. Mia moglie ha fatto cinquemila immersioni. È una esperta, sa cosa fare anche in caso di difficoltà. E anche Giorgia era esperta, si immergeva da dieci anni. Era la migliore sub del mondo”. Carlo Sommacal, informatore medico in pensione, non si capacita dell’accaduto. Giovedì ha appreso la notizia della morte di sua moglie Monica Montefalcone, la docente associata di Ecologia del Distav all’università di Genova, e di sua figlia Giorgia, dall’Ambasciata. “Mi sono crollate le gambe. E da lì – racconta – non mi sono fermato un attimo. Ho dovuto dirlo a mio figlio, al fidanzato di Giorgia, ai miei suoceri che abitano poco lontano da qui. Vorrei tanto incontrare Dio un giorno e chiedergli perché si è accanito con noi. Monica era sempre sorridente, sempre solare. Onesta e soprattutto scrupolosa”.

Ieri, dopo una notte insonne nella sua casa sulle alture di Pegli, “sul balcone a fumare tutto il tempo”, la notizia che il primo corpo ritrovato non è quello di sua moglie. “Di solito Monica quando si immergeva aveva una telecamera GoPro. Non so se l’avesse anche l’altro giorno. Se la trovano magari da lì si potrà capire cosa è successo” spiega Sommacal. “Mia moglie è una esperta – continua –, prudente, mai avrebbe messo a repentaglio la vita di nostra figlia o degli altri. Anche il ragazzo con loro, Gianluca, è uno preciso, che controllava tutto. Le bombole, le condizioni meteo. Non è uno sprovveduto. Sarà stato il destino, tutte le precauzioni possibili loro ce le hanno”.