Intossicazione da azoto o da monossido di carbonio nelle bombole. Tra i colleghi di Monica Montefalcone è quasi più una speranza, per quanto sia paradossale usare questo termine, che un’ipotesi. Perché in assenza di informazioni certe dalle Maldive - dove giovedì mattina la docente universitaria genovese, la figlia e altre tre persone sono rimaste vittime di un incidente subacqueo - si vuole immaginare che la morte sia sopraggiunta senza che potessero rendersene conto. Gli altri scenari sono quelli per cui il gruppo di italiani sarebbe incappato in una catena di errori o imprevisti: crisi di panico o malore a uno di loro, la scarsa visibilità, il “filo d’Arianna” - il rocchetto che si usa per ritrovare l’uscita - spezzato o incastrato.

Con altre incognite: dove partiva la catena di responsabilità? A chi spettava l’ultimo controllo su materiali e condizioni dei partecipanti? Come è stato deciso di effettuare quell’escursione? In quale veste i subacquei, legati a vario titolo a un progetto di studio per l’Università di Genova, si trovavano in quel luogo? Tutti aspetti da chiarire in un ambito, quello della ricerca scientifica subacquea che, in Italia non è normato. L’ateneo genovese ha chiarito, con una nota ufficiale, che soltanto Montefalcone e Oddenino si trovavano alle Maldive autorizzate e finanziate da Unige per studiare i coralli (insieme a un terzo collega, Antonio Vanin, sul posto per attività di campionamento di alcuni insetti, e tutt’ora nel Paese). Ha chiarito anche che, nell’ambito della loro ricerca, non avrebbero potuto fare immersioni ma solo snorkeling. «L’Università sta lavorando sui protocolli necessari per le immersioni sulla base di un nuovo decreto ma l’iter non è completo» spiega Elisabetta Rampone, direttrice del dipartimento Distav. In sostanza, attività pratiche indispensabili agli stessi progetti che attraggono i finanziamenti sono svolte a titolo personale. Come a titolo personale una delle vittime, Federico Gualtieri, con altri venti studenti universitari stava partecipando a uno dei tour scientifici organizzato da Albatros top boat, l’azienda di Benedetti.Questi viaggi-studio, da anni, avevano come riferimento Monica Montefalcone.