Il vicepresidente della Commissione Esteri della Camera appoggia le condizioni fissate da Tajani e Crosetto per un eventuale contributo italiano nello Stretto di Hormuz e punta il dito contro il ruolo di Iran e Cina nella competizione sull’ordine internazionale

Paolo Formentini, vicepresidente della Commissione Esteri della Camera ed esponente della Lega, ha appoggiato le condizioni indicate dal governo per un eventuale contributo italiano.

“Siamo soddisfatti – commenta con Formiche.net – delle condizioni elencate dai ministri Crosetto e Tajani: una vera tregua e un quadro giuridico internazionale perché le nostre navi possano riportare la pace a Hormuz”, ha dichiarato dopo l’audizione odierna davanti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato.

Formentini ha anche collegato la crisi nello Stretto di Hormuz a una competizione geopolitica più ampia, sostenendo che Iran e Cina stiano cercando di “riscrivere l’ordine internazionale”. “Trovo fuorviante dare tutte le colpe all’Occidente. Questo non ricorda quanto succede a Taiwan, e non vuole vedere la verità: se si fa appello all’Iran e alla Cina, loro vogliono riscrivere l’ordine internazionale. Noi non dobbiamo consentirlo. Se non ci fosse la Cina la guerra in Ucraina sarebbe già finita, e l’Iran ha visto quadruplicare i treni dalla Cina in queste settimane. Non bisogna dimenticare chi è l’aggressore e chi è l’aggredito”.