"Sgombero il campo da equivoci, non vogliamo chiedere di autorizzare una nuova missione militare nel Golfo ma condividere l'impegno del governo per la pace e il percorso che potrebbe portare a un nostro impegno nella coalizione internazionale. Impegno, sottolineo, solo dopo la cessazione definitiva delle ostilità". A dirlo il ministro degli Esteri Antonio Tajani alle commissioni riunite Esteri e Difesa Camera e la commissione Esteri e Difesa Senato, nel corso dell'audizione sulle iniziative internazionali per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Il responsabile della Farnesina spiega: "La sola via percorribile è quella del dialogo e della diplomazia. Lo diciamo dall'inizio della crisi e lo diciamo anche oggi: Teheran non può dotarsi di armi nucleari né di sistemi missilistici che possano minacciare la regione".
"Il regime – prosegue – è quello che ha represso i suoi giovani e lo fa anche oggi con esecuzioni capitali. Il regime ha attaccato tutti i Paesi del golfo. Siamo solidali con gli Emirati per gli attacchi di questi giorni. Ne ho parlato anche con Rubio, ribadendo la centralità del legame transatlantico. A lui ho confermato il sostegno del nostro Paese ai negoziati in Pakistan. I negoziati devono continuare e l'occasione non va sprecata: l'ho detto con forza al ministro iraniano Araghchi”. E ancora: “L'Iran deve negoziare in buona fede e flessibilità a collaborare con l'Aiea e ristabilire relazioni con i paesi del golfo. L'ho detto anche al ministro cinese".










