Crosetto ricorda che "c'e una sola nazione al mondo che potrebbe fare a meno domani della Nato e sono gli Stati Uniti". Per l'Italia e l'Europa, la stabilità del Mediterraneo e del Golfo resta una questione di sopravvivenza economica e deterrenza militare. Il passaggio parlamentare di mercoledi stabilirà quindi se Roma sarà pronta a trasformare queste convinzioni in una missione operativa. L'ipotesi sul tavolo prevede l'impiego di mezzi specializzati per bonificare le acque, Tajani conferma la disponibilità dell'esecutivo: "Siamo pronti a fare la nostra parte anche successivamente, inviare anche dragamine per garantire la libertà di navigazione, quindi sminare lo stretto". L'obiettivo è duplice: proteggere i flussi commerciali e ristabilire un dialogo con Teheran, fermo restando che l'Iran non può possedere l'arma nucleare. L'urgenza della missione nasce dai numeri, lo Stretto di Hormuz vede infatti transitare il 20% della produzione mondiale di idrocarburi. E se il transito si blocca, i prezzi esplodono. Crosetto sottolinea quindi la necessita di riprendere la navigazione "per abbassare il prezzo della benzina, quello del petrolio, quello dei prodotti agricoli e dei fertilizzanti".