L"ultima manovra finanziaria del governo italiano ha modificato i criteri di accesso al pensionamento, incentivando la permanenza al lavoro e limitando ancora le uscite anticipate.

In particolare non sono state prorogate le misure generalizzate dirette ad anticipare l’uscita dal mercato del lavoro tra cui Opzione Donna (61 anni e 35 anni di contributi per determinate categorie di lavoratrici in condizioni di necessità) e Quota 103 (62 anni di età e 41 anni di contributi).

Per la pensione di vecchiaia ordinaria rimane invece il paletto anagrafico di 67 anni di età.

Viene inoltre confermato il meccanismo strutturale di adeguamento dei requisiti di accesso al pensionamento alla variazione della speranza di vita determinata dall’Istat.

A tal riguardo, la legge di bilancio per il 2026 ha previsto, da un lato, la riduzione per il 2027 dell’incremento dei requisiti di accesso al sistema pensionistico, da tre mesi a un mese, e dall’altro ha confermato dal 2028 il ritorno all’adeguamento pieno di tre mesi.