SEDICO (BELLUNO) - Non è ancora stata decisa la data dell'ultimo saluto a Lucas De March, il bambino di 6 anni morto venerdì 8 maggio sotto il muletto guidato dal padre nel piazzale dell'azienda di famiglia. Il paese sta lentamente cercando di tornare alla normalità, ritrovando i suoi equilibri, le sue abitudini. Anche alla Meccanica De March, ieri, i dipendenti sono rientrati al lavoro, pur in un clima di generale mestizia che solo il tempo, molto lentamente, potrà forse rendere meno atroce.

Su tutto aleggia la scomparsa, tragica non solo per la tenerissima età ma anche per le drammatiche circostanze, di un bambino vivace, curioso, confortato e protetto dal suo splendido ambiente familiare: genitori, nonni, parenti, amici. Lucas, come il fratellino di tre anni, era il perno attorno al quale ruotavano le esistenze di papà Gabriele e mamma Jennifer. La sua morte lascia un vuoto che le parole, da sole, non possono spiegare.

E su tutto questo incombe anche il percorso della giustizia: il papà che quella maledetta sera era alla guida del muletto, è stato iscritto nel registro degli indagati e dovrà rispondere di omicidio colposo. Un atto dovuto, certo. Ma il cui peso specifico, in un contesto già così devastante, rende ancor più strazianti le sofferenze di un genitore che condivideva col figlio ogni singolo momento libero, che lo portava anche sul luogo di lavoro per averlo sempre accanto a sé, che non perdeva occasione per farlo divertire in quella comunanza unica d'intenti che è il rapporto fra un padre e il suo bambino.