Caro Aldo,

penso alla disperazione di Trump nell’udire Xi evocare «la trappola di Tucidide»: ma che vuol dire?

Antonio Ferrin, Modena

Caro Antonio,

pensi che fu proprio un americano, Graham Allison, a coniare il termine «trappola di Tucidide» in un articolo sul Financial Times. Ripescando nei lontani ricordi del liceo classico, Tucidide racconta la guerra del Peloponneso — cui partecipò come stratega della flotta ateniese — e la legge come esito inevitabile della crescita, in uno spazio geografico ristretto, di due potenze, Atene e Sparta. All’inizio le grandi potenze assoggettano potenze minori. Ma quando le due sfere di influenza si incrociano, il conflitto è inevitabile. Due secoli dopo, Roma e Cartagine confermarono la teoria. Lo spazio geografico dalla Grecia si era espanso al Mediterraneo. Ora lo spazio geografico è il pianeta, anzi, di più, è il sistema solare. La conquista della luna e i viaggi spaziali, che molti si sono bevuti come meravigliosa esplorazione del cosmo, erano in realtà — come si capì bene al tempo di Reagan — un modo per preparare guerre stellari, con razzi capaci di montare testate nucleare e scudi spaziali in grado di fermare quelle altrui. L’Unione Sovietica non seppe reggere il ritmo di crescita tecnologica e militare degli Stati Uniti, e perse la guerra fredda. Ora il contraltare degli Stati Uniti è la Cina.