Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 16:49
Clle ultrasottili in perovskite quasi impercettibili alla vista, capaci di produrre elettricità anche con luce indiretta. La tecnologia potrebbe integrare la produzione energetica in edifici, auto e dispositivi indossabili senza modificarne estetica e trasparenza. Una nuova generazione di celle solari quasi invisibili promette di rivoluzionare il modo in cui viene prodotta energia negli spazi urbani e negli oggetti di uso quotidiano. Un gruppo di ricercatori della Nanyang Technological University di Singapore ha infatti sviluppato dispositivi fotovoltaici ultrasottili in perovskite, integrabili in finestre, facciate vetrate, automobili e dispositivi elettronici indossabili senza alterarne l’aspetto estetico.
Lo studio, pubblicato sulla rivista ACS Energy Letters e coordinato da Annalisa Bruno, tra le principali esperte internazionali nel settore delle celle solari a perovskite, descrive una tecnologia capace di combinare trasparenza ed efficienza energetica. Le nuove celle hanno uno spessore estremamente ridotto: circa 10mila volte inferiore a quello di un capello umano e fino a 50 volte più sottile rispetto alle tradizionali celle a perovskite. Uno degli aspetti più innovativi riguarda la capacità di generare elettricità anche in presenza di luce diffusa o indiretta, caratteristica che le rende particolarmente adatte a superfici verticali o a contesti climatici spesso nuvolosi, dove i pannelli convenzionali risultano meno efficienti.







