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Ultimo aggiornamento: 16:58

La politica culturale italiana è stata travolta, nelle ultime settimane, da alcune tempeste “politiche” – dal caso della Biennale “Giuli vs Buttafuoco” alle commissioni ministeriali post “caso Regeni” – che confermano un (mal) governo del sistema, tra scontri ideologici e amichettismi diffusi… Eppure il problema centrale, essenziale, nodale resta di natura tecnica: non esiste un adeguato “sistema informativo” nella gestione delle risorse pubbliche, non esistono controlli adeguati, non esistono valutazioni sull’efficienza e l’efficacia dell’intervento dello Stato.

Deficit di tecnocrazia. Deficit di meritocrazia.

Il governo di centrodestra ha ereditato dai suoi predecessori questi deficit e non ha certo saputo mettere in atto quella “meritocrazia” pur tanto invocata (sbandierata) da Giorgia Meloni durante la campagna elettorale. Ai circoletti della sinistra al caviale (che – va riconosciuto – pur c’erano), si sono sostituiti i circoletti dei militanti della sezione di Colle Oppio (e con lotte fratricide)…