Alla tornata elettorale del 24 e 25 maggio, con novecento comuni chiamati al voto, il centrodestra non si presenta unito ovunque, anzi. In alcune delle città dove si voterà per eleggere il primo cittadino e la giunta comunale le alleanze che i partiti di maggioranza hanno stretto seguono una propria logica. Possiamo trovare infatti Lega e Fratelli d’Italia alleati con il Partito democratico contro Forza Italia a Villapiana, in provincia di Cosenza, ma anche Fratelli d’Italia e Forza Italia contro la Lega a Cervia nel ravennate e il Carroccio che a Imola appoggia un’ex esponente del Pd locale e candidata alla Camera nel 2018 con Liberi e Uguali. Ma c’è anche il caso di Fondi (Latina) dove il centrodestra presenta ciascuno un candidato proprio. I comuni dove la coalizione di governo si spacca, oltre ad alcuni capoluoghi di provincia, sono diversi e il Carroccio ha dovuto fare i conti anche con alcuni leghisti che hanno deciso di non rispettare le indicazioni di partito.E’ quanto successo a Comacchio, in provincia di Ferrara. Il candidato ufficiale del centrodestra unito, Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi moderati, è l’avvocato Samuele Bellotti che sfiderà l’ex vicesindaco del comune Walter Cavalieri Foschini, sostenuto dal Partito democratico e da Alleanza Verdi-Sinistra. Ma c’è un terzo nome per la carica di primo cittadino: Pierluigi Negri, il sindaco uscente. Con lui si sono schierati alcuni dei suoi amministratori, tra cui il leghista, ex FdI, Pierpaolo Carli, presidente del consiglio cittadino. Ma il commissario provinciale Stefano Corti e il segretario di sezione Dario Carli hanno deciso di espellere dal partito tutti quelli che avevano espresso sostegno a Negri: oltre a Carli gli assessori uscenti Rosanna Cinti e Sandro Beltrami e i consiglieri comunali uscenti Luigi Fantinuoli, Veronica Negri, Umberto Cavallari e Denis Fogli. Gli espulsi hanno risposto alla decisione con parole dure: la lettera "ha solo anticipato le nostre dimissioni volontarie. Questa è la Lega attuale a livello nazionale e a Comacchio e con la guida del Dario Carli si è definitivamente azzerata, passando di fatto al servizio di Fratelli d’Italia”.Un caso simile è successo a Legnano, nella città metropolitana di Milano, dove Carolina Toia è stata anche lei espulsa dalla Lega perché aveva manifestato l’intenzione di correre per la carica di sindaca. Cosa che poi ha fatto, diventando la terza candidata dopo Lorenzo Radice, sostenuto dal Partito democratico, e Mario Almini, appoggiato dal centrodestra. E poi, come abbiamo detto, c’è il caso di Imola, dove la Lega sostiene, contro il candidato di Fratelli d’Italia Nicolas Vecchi, Paola Lanzon, già esponente del Pd locale, presidente del consiglio comunale e candidata alla Camera nel 2018 con Liberi e Uguali. Ma c’è un altro comune dove si può trovare il binomio Lega-Pd, a Villapiana. Però nel paese cosentino al tandem bisogna aggiungere un sidecar, perché al Carroccio e ai dem si è unito anche il partito di Giorgia Meloni per sostenere Mariolina De Marco che, percependo l’anormalità dell’alleanza, ha dichiarato: “Non è l'unione del diavolo e dell'acqua santa, ma un progetto che legge la società nel suo cambiamento”.Le alleanze variabili non finiscono qui. A Magnago, nella città metropolitana di Milano, la Lega spacca la coalizione e avrà un proprio candidato, Gilberto Cimmino, che sfiderà quello appoggiato da FdI, FI e Nm, Mario Cariotti. Una cosa simile accade a Cervia, in provincia di Ravenna, dove però il leghista Enea Puntiroli si candida senza simboli di partito, ma solo con una civica, e sfiderà Marco Delorenzi, sostenuto da FdI, FI e patto per il Nord. Poco più a sud, a Faenza invece, contro il sindaco uscente Massimo Isola, esponente del centrosinistra, da una parte ci saranno i meloniani e Noi moderati con Gabriele Padovan, dall’altra leghisti e forzisti con Claudio Miccoli. A Spresiano (Treviso) a rompere la coalizione ci pensa Fratelli d’Italia che sfida Mariagrazia Sossai, sostenuta da Lega e Forza Italia, e Andrea Dalla Villa del centrosinistra. Ma il candidato di FdI, il sindaco uscente Marco Della Pietra, in corsa per il terzo mandato, non ha voluto usare il simbolo del partito spiegando di essere “orgogliosamente di Fratelli d’Italia” e di non essersi “mai nascosto. La mia è una lista civica che raccoglie sensibilità diverse al suo interno, una lista ‘variopinta’”. E ha attaccato il Carroccio dicendo che “con i rappresentanti della Lega di Spresiano non c’è mai stato alcun confronto. Mai una riunione, mai una proposta, mai una telefonata”. Lo stesso copione si registra a Monzambano, in provincia di Mantova, dove si scontreranno due candidati, uno appoggiato da Forza Italia, Giorgio Cappa, e l’altro da FdI, Giordano Butturini. La Lega invece non ha dato indicazioni di voto, e anche a San Giovanni Rotondo, nel foggiano, è il partito di Salvini che si sfila dal centrodestra senza presentare nessun candidato.E poi c’è il caso Fondi, dove i partiti di maggioranza hanno presentato ciascuno un candidato diverso: Vincenzo Carnevale appoggiato da Forza Italia, Antonino De Parolis, sostenuto dalla Lega e Annarita del Sole, sostenuta da FdI. Non certo un messaggio di unità.