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Francesca Visentin

La biologa: «La situazione va monitorata costantemente. In caso di pandemia, lo scenario sarebbe catastrofico perché non abbiamo né cure né vaccini»

Giornate di fuoco per Antonella Viola, biologa, divulgatrice scientifica, professoressa ordinaria di Patologia generale a Scienze biomediche all’Università di Padova. Il panico da hantavirus fa squillare continuamente il suo telefono e le richieste di spiegazioni e chiarimenti si moltiplicano, esattamente com’era successo nella pandemia da Covid.

Professoressa Viola, ci dobbiamo preoccupare per l’hantavirus?«In questo momento no. E’ un virus conosciuto che circola in Argentina e in Cile già dagli anni ’70, ci sono stati vari focolai, finora sempre circoscritti. I nuovi casi in Europa sembra siano contagi avvenuti tutti sulla nave da crociera Hondius. Il vero problema è l’incubazione, molto lunga, anche 50 giorni, quindi la situazione va monitorata attentamente, solo alla fine di questo periodo si potrà capire l’esatto andamento del virus. Se nelle prossime settimane emergeranno casi non riconducibili alla nave, allora dobbiamo preoccuparci, significa che qualcosa è sfuggito ai controlli».