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Ilaria Capua

La virologa: «Va evitato il diffondersi di allarmismo e paura. L'Europa sta reagendo bene»

Sono molti anni che frequento i laboratori di virologia e che studio i virus con un misto di meraviglia e di inquietudine, sentendomi piccina piccina al loro cospetto. Per questo ne scrivo anche per un pubblico che, di virus, proprio non vorrebbe sentir parlare — nella speranza di creare po’ di consapevolezza anche sugli strumenti di lotta che abbiamo. Forse, anche a causa di ciò, ho sviluppato una certa insofferenza agli allarmismi facili che non fanno altro che alimentare la sindrome di Pierino ed il lupo e spaventare le persone.

Dal Covid in poi, ogni volta che compare sulla stampa la parola «virus», sembra scattare automaticamente la connessione alla parola «pandemia» e da lì parte la giostra della paura, della sfiducia nelle istituzioni e, non ultimo, quella del complottismo. Le cose però non funzionano così. E l’Hantavirus è un esempio perfetto di come la realtà sia più complessa — e molto meno apocalittica — di quanto si stia raccontando.