«Il mio livello di preoccupazione è molto vicino allo zero». A parlare è la professoressa Ilaria Capua, senior fellow alla Johns Hopkins University di Bologna e direttore emerito del One Health Center of Excellence (University of Florida).

Professoressa, in Europa in queste ore, dopo lo sbarco dei passeggeri della nave MV Hondius a Tenerife, si sta parlando molto della diffusione dell’Hantavirus. Per ora, secondo l’Oms, si contano 11 casi e, purtroppo, tre decessi. Quanto dobbiamo temere ciò che sta succedendo?

«Facciamo una premessa: il "rischio zero" in biologia non esiste, ma qui siamo quanto di più vicino allo zero si possa immaginare. Non ci sono proprio i presupposti per preoccuparsi. Innanzitutto, questo è un virus pochissimo contagioso: la trasmissione avviene solo in caso di contatto molto ravvicinato. Ce lo dice la letteratura scientifica. E lo conferma anche il caso stesso della nave: se fosse stato davvero estremamente contagioso, avremmo avuto molti più positivi».

Però sulla nave comunque la trasmissione del virus è avvenuta.

«Prendiamo i coniugi olandesi: si sono passati l'infezione, ma dormivano insieme. È chiaro che una persona con la febbre alta, che ha il virus nel sangue, lo elimina con la saliva e le secrezioni, ma non è un virus che si trasmette in maniera efficiente. Succede solo in casi eccezionali. Non capisco davvero questo allarmismo».