Sull'Hantavirus l'Italia si è spaccata in due. Ci sono quattro persone sotto sorveglianza perché, sia pure per poche decine di minuti, si sono trovate sullo stesso aereo della Klm con una donna che poi è morta per quel virus. Bene, per due di loro, i rispettivi sindaci (in Campania a Torre del Greco e in Calabria a Villa San Giovanni) hanno firmato ordinanze che prevedono la quarantena obbligatoria. Al contrario, per la donna di origine straniera residente a Firenze e il medico sudafricano che si trova a Padova il regime è quello dell'isolamento fiduciario. Sembrano sfumature, ma che non ci sia una linea comune in tutto il Paese è singolare. Sono tutti asintomatici e in queste ore, grazie all'Istituto Spallanzani di Roma, arriverà l'esito dei test.

Ieri sera finalmente il Ministero della Salute ha diffuso la nuova circolare che prevede di alzare il livello di attenzione alle frontiere, rafforzare il tracciamento e isolare per sei settimane anche i contatti diretti di una persona contagiata. Premette che il rischio generale in Italia e in Europa è classificato come «molto basso». Il testo ricorda che rappresenta un contatto ad alto rischio chiunque sia stato sulla nave MV Hondius, i conviventi, chi sia stato a meno di due metri e per più di 15 minuti da uno dei passeggeri, chi sia stato in aereo con un caso positivo. Per questi, è prevista una "quarantena fiduciaria" (conta la responsabilità del singolo sotto sorveglianza dell'azienda sanitaria), il monitoraggio quotidiano dei sintomi da parte delle Asl, divieto di usare mezzi pubblici o voli commerciali. Inoltre, come sempre avviene in queste situazioni, agli uffici di frontiera (Usmaf) viene chiesto di monitorare gli ingressi, se c'è un caso sospetto va avvertito il Ministero della Salute, anche le compagnie aeree devono segnalare eventuali passeggeri malati.