È stata avviata la sorveglianza sanitaria per una donna che si trova a Firenze, individuata come uno dei 4 passeggeri italiani di un volo Klm a bordo del quale si trovava una persona recentemente deceduta a causa dell'Hantavirus.

Secondo protocollo sono stati subito attivati i protocolli previsti e la donna è stata posta in regime di quarantena precauzionale in attesa degli accertamenti clinici necessari a verificare l'eventuale contrazione del virus. Perché la quarantena è necessaria? E quando si applica nel caso dell'hantavirus?

«Ritengo che abbiano fatto bene per estrema precauzione a prendere queste misure di isolamento, di quarantena. Si tratta di un isolamento a domicilio con una sorveglianza clinica che dipende dalla Regione in contatto con l'Asl, si monitorano i sintomi come misurarsi la febbre poi eventualmente si avvisa». Tuttavia si tratta di una «misura proprio precauzionale» perché «il rischio che si sviluppi una malattia è estremamente basso», dice Giovanni Rezza professore di Igiene e Sanità pubblica all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano.

«Da quello che si é saputo - spiega Rezza - questi soggetti non hanno avuto contatti molto stretti o ravvicinati con la persona malata, l'infezione generalmente da Hantavirus si prende in aerosol da urine o escrementi di topo e questo avviene dove il virus è endemico, in Sudamerica. La particolarità di questo specifico virus delle Ande è che è l'unico che si può trasmettere anche da persona a persona ma in genere difficilmente è contagiante, che questi quattro soggetti si infettino mi sembra basso».