I cinesi di Weichai hanno vinto il duello con Kkcg maritime sul nuovo cda di Ferretti, il gruppo della nautica di lusso che controlla marchi di primo piano, tra cui Riva. Ma la società che fa capo all’imprenditore ceco Karel Komárek continua a dar battaglia, coinvolgendo l’autorità di vigilanza sulla Borsa.

La lista presentata dal dragone, attraverso Ferretti international holding, socio di maggioranza relativa dell’azienda di Forlì, si è imposta su quella della rivale Kkcg e si è assicurata, in questo modo, otto consiglieri su nove, confermando il controllo sulla società italiana. È il risultato dell’assemblea degli azionisti del gruppo, che si è tenuta ieri, a porte chiuse, e si è riunita anche per rinnovare il board di Ferretti guidato, dal 2014 a oggi, da Alberto Galassi.

A fronte di un’affluenza pari al 95% del capitale, Weichai ha ottenuto il voto da parte del 52,31% dei presenti (49,74% del totale), mentre Kkcg (che, attraverso Azur, dopo un’opa parziale, detiene il 23,23% delle quote della spa) dal 47,44% (45,12% del totale). In virtù di questo risultato, tra i candidati proposti da Azur è stata eletta una sola consigliera: Katarína Kohlmayer.

In apertura dei lavori, Kkcg ha rilasciato una dichiarazione formale, letta dal notaio e verbalizzata, ai sensi di legge, chiedendo di inibire l’esercizio di voto in capo a Fih o, in subordine, rinviare l’assemblea, in quanto Weichai avrebbe violato una serie di norme vigenti, tra cui quella sul golden power. Argomentazioni presentate, dall’azionista di minoranza, anche a Consob e presidenza del Consiglio. E ribadite nella dura lettera al board con cui, nella serata di mercoledì, Piero Ferrari ha dato le dimissioni dalla vicepresidenza e dal consiglio di Ferretti. Consob, da parte sua, ha ricevuto l’esposto di Kkcg e il tema è ora all’attenzione degli uffici.