Weichai, si aggiudica la maggioranza dei voti nell’assemblea (ancora in corso) per il rinnovo del consiglio di amministrazione del gruppo nautico Ferretti di cui l’azienda cinese detiene la maggioranza. La riunione si era aperta, però, con una doppia richiesta, formulata dai rappresentanti del socio Azur, che fa capo a Kkcg e titolare di una partecipazione del 23,23% del capitale di Ferretti.

Il socio di minoranza ha chiesto di «inibire immediatamente l’esercizio del diritto di voto in capo a Ferretti international holding (la spa della cinese Waichai che detiene la maggioranza relativa, col 39,5%, del gruppo nautico, ndr) per l’intera partecipazione in Ferretti dalla stessa detenuta»; o, in subordine, «rinviare la presente assemblea a una data successiva agli accertamenti in corso da parte delle competenti autorità». Ma il rinvio non c’è stato.

Dal 2016, sottolineano i legali di Azur, «Ferreti ha creato al proprio interno una divisione dedicata allo sviluppo di imbarcazioni dedicate al settore della difesa, denominata Ferretti security division (Fsd), che utilizza tecnologie sviluppate nel settore civile per la progettazione e la costruzione di nuove imbarcazioni ad uso militare destinate a committenti istituzionali sia nazionali che internazionali». Ma «dalle informazioni ricavabili da fonti pubbliche e dagli articoli di stampa disponibili emerge che» l’obbligo di notifica alla presidenza del Consiglio «non sarebbe mai stato adempiuto dal gruppo Weichai, il quale – pur controllando Ferretti ai sensi dell’art. 93 Tuf - sembrerebbe aver consapevolmente operato in violazione degli obblighi previsti dalla normativa golden power».