«Le raccomandazioni del consiglio (di amministrazione) di Ferretti e dell’Ibc (Independent board committee) sono state influenzate dai membri nominati da Fih (che detiene le azioni di maggioranza relativa del gruppo nautico, ndr), i quali hanno un interesse proprio in quanto amministratori non indipendenti di Ferretti che, allo stesso tempo, ricoprono posizioni dirigenziali di vertice all’interno di Weichai group (che controlla Fih, ndr)». Kkcg maritime, società ceca che ha lanciato un’opa parziale sul 15,4% delle azioni Ferretti, per salire dal 14,5 al 29,9% del capitale, parte all’attacco contro le indicazioni date agli azionisti indipendenti dal board e dall’Ibc, alla luce della relazione presentata dall’advisor Altus capital. Indicazioni che hanno bollato l’offerta come «non equa e ragionevole», valutando il corrispettivo «non congruo sotto il profilo finanziario».
Parole che non sono piaciute alla società guidata dall’imprenditore ceco Karel Komàrek, la quale, nella tarda serata di ieri (Ferretti è quotata sia a Milano che a Hong Kong), ha emesso una dura nota, sottoscritta dai consulenti finanziari dell’offerente (Unicredit e Somerley). Tra i vari rilievi contenuti nel documento, si sottolinea che «dei sei amministratori che hanno approvato la delibera del consiglio di Ferretti, quattro sono membri non indipendenti nominati da Fih, incluso il presidente. Analogamente, dei cinque amministratori che hanno espresso la raccomandazione per conto dell’Ibc, tre sono membri non indipendenti nominati da Fih, incluso il presidente. Tre amministratori (Alberto Galassi, Piero Ferrari e Stefano Domenicali) si sono astenuti dal pronunciarsi sull’offerta, come membri del consiglio di Ferretti e/o dell’Ibc (a seconda dei casi), per le ragioni esposte nel comunicato dell’emittente».









