Il gruppo Weichai conquista il comando in assemblea Mala società produce navi e sistemi perle Forze armate
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Come volevasi dimostrare le mani dei cinesi sulle aziende italiane non si fermano. Ieri si è chiuso, male per il Paese, il caso Ferretti. Un’eccellenza della cantieristica italiana con una divisione però dedicata a sicurezza e difesa che fornisce alle forze armate unità navali ad alta velocità per pattugliamento, sorveglianza e sicurezza marittima. Insomma chi comanda la società può avere accesso a sistemi e tecnologia sviluppate perla sicurezza dello Stato. Ebbene da ieri dopo 12 anni si è tramontata l’era del ceo Galassi (ora ex) e si è aperta una fase nuova di governance nella quale Pechino può dettare la linea sulla gestione del gruppo e approfittare per portare a casa brevetti sensibili sviluppati per l’intelligence.
Il colpaccio ieri all’assemblea degli azionisti nel corso della quale la lista presentata dal gruppo Weichai ha vinto su quella dello sfidante Kkcg Maritime. Al gruppo ceco, che avrebbe rappresentato una maggiore garanzia per il profilo di sicurezza, è rimasto un solo posto in cda rispetto ai nove in palio. Tan Ning sarà il nuovo presidente e Stassi Anastassov il nuovo ad. Il manager emiliano, entrato in conflitto con l’azionista di maggioranza, non è più nel board e resta fuori anche Karel Komarek, il miliardario ceco che si è lanciato nella sfida di acquisire il controllo del gruppo, prima con un’opa, poi cercando di far prevalere la sua linea e il suo peso azionario in assemblea. A rappresentarlo ci sarà la cfo del gruppo, Katarina Kohlmayer. I soci di Ferretti hanno partecipato in gran numero vista la posta in gioco. Nell’assise si è presentato il 95% del capitale.












