Da strumento per l’igiene del cavo orale a dispositivo diagnostico di ultima generazione. L’idea di usare il filo interdentale per monitorare i livelli di stress è dei ricercatori della Tufts University, negli Usa, che con un progetto pubblicato sulla rivista ACS Applied Materials and Interfaces hanno cercato di integrare la tecnologia nei gesti più comuni della nostra routine per trasformarli in strumenti di controllo della salute, rapidi, non invasivi e che non richiedano alcun intervento attivo da parte dell’utente. All’interno del filo interdentale è infatti integrato un sensore in grado di rilevare i livelli di cortisolo nella saliva, uno degli indicatori biologici più affidabili dello stress, e di trasmetterli al proprio smartphone.

Il filo è realizzato con materiali biocompatibili e combina diverse tecnologie all’avanguardia. Un sottile canale microfluidico assorbe piccole quantità di saliva durante l’uso: è sufficiente una quantità minima— circa 0,1 mL — per avviare il processo. Questa viene poi trasportata, per capillarità, verso una zona centrale dove è collocato un sensore elettrochimico miniaturizzato. Quando il cortisolo si lega al sensore, modifica un segnale elettrico che viene registrato e trasmesso via Bluetooth a uno smartphone. L’intero processo è completamente automatico, senza bisogno di reagenti chimici esterni, laboratori o personale specializzato.