Un tatuaggio sulla fronte può dirci quanto siamo stressati. Misura le nostre onde cerebrali e “fotografa” lo sforzo del cervello. Fondamentale nel mondo del lavoro, per stabilire quando il carico di mansioni è troppo alto, tale da compromettere il rendimento. Perché l’equazione è questa: più il lavoro mentale aumenta e meno il lavoratore rende in termini di prestazioni. Lo sostiene il team di ricercatori che ha inventato l’e-tattoo, frutto di uno studio dell’Università del Texas, negli Stati Uniti, pubblicato sulla rivista Device della Cell Press.
Cervello, ‘fotografati’ i danni del troppo lavoro. Ecco cosa succede
di Donatella Zorzetto
L’incognita del carico di lavoro mentale
Tutto ruota intorno all’incognita del “carico di lavoro mentale”, che i ricercatori definiscono “fattore cruciale nei campi dell'interazione uomo-macchina e dell'ergonomia, a causa del suo impatto diretto sulle prestazioni cognitive umane”. Può essere descritto come il grado in cui la capacità di memoria di lavoro e i processi cognitivi di una persona sono impegnati dal compito che sta svolgendo. “Inoltre, è collegato ad altre componenti cognitive come il coinvolgimento e l'eccitazione, che possono influenzare le prestazioni del compito stesso - proseguono gli autori –. Alcune ricerche indicano che un livello moderato di carico mentale è essenziale per mantenere il coinvolgimento e l'attenzione, portando a prestazioni ottimali. Al contrario, le prestazioni possono diminuire quando il carico mentale è troppo basso o troppo alto”.







