Che cos’è la scienza? Con questa domanda si apre (e si chiude) il testo di Vincenzo Crupi, professore di Filosofia della Scienza a Torino, che ci presenta una veloce rassegna del pensiero scientifico elaborato da filosofi ed epistemologi fin dal tempo dei Greci nel tentativo di capire ciò che succede al mondo.
Modelli sull’Universo, modelli sulla Terra, modelli sulla natura delle cose si susseguono nel tempo, sviluppandosi a partire da nuovi dati di esperienza, da nuovi modi di organizzarli. Le osservazioni di fatti permettono di costruire teorie esplicative che però non danno garanzie di verità, e il pensiero elabora descrizioni dei processi immaginando di potere così spiegare causalmente i fenomeni. Nel lungo percorso storico si alternano e spesso si sovrappongono due criteri di interpretazione: una costruzione deduttiva di tipo euclideo, che si sviluppa top-down, a partire da principi necessari ed evidenti alla ragione ma non necessariamente dimostrabili; e una ricostruzione archimedea, down-up, che considera i fatti osservabili, la realtà delle cose, e ne elabora interpretazioni formulando ipotesi coerenti con i dati di esperienza. Per sviluppare modalità di osservazione via via più complesse la scienza diventa “sperimentale”: si cerca di individuare le varabili che condizionano un dato evento si impara a misurarle con accuratezza. In un esperimento ben fatto si riproducono in condizioni e in tempi controllati gli eventi oggetto di indagine, si verificano le previsioni, si modificano i parametri, si cercano le variabili che possono influire sullo svolgersi del fenomeno.







