La felicità dei curatori della mostra nelle Marche, dopo il furto che aveva colpito alcuni oggetti di scena della showgirl. La svolta e la chiamata dei carabinieri

Dentro al pacco, oltre alle due cinture sottratte alla mostra «Rumore», c’era anche un biglietto. Una lettera anonima scritta chi ha deciso di rimettere a posto le cose, dopo essersi evidentemente pentito del furto. Il pacco sarebbe stato spedito dal Nord Italia, spiega il Resto del Carlino, e indirizzata alla Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto, dove gli accessori di scena originali di Raffaella Carrà con cristalli Swarovski erano stati portati via al termine dell’esposizione intitolata “Rumore” nei giorni scorsi.

Come è avvenuta la restituzione delle cinture

La consegna è avvenuta la mattina del 14 maggio 2026. La Palazzina Azzurra a quell’ora era chiusa e il postino, non trovando nessuno, ha lasciato il plico negli uffici comunali. Una volta aperto, il pacco ha rivelato il contenuto e i dipendenti hanno subito allertato i carabinieri. Sono stati i militari poi ad avvertire Giovanni Gioia e Vincenzo Mola, proprietari di Collezioni Carrà e curatori della rassegna dedicata alla showgirl.

Cosa ha scritto chi ha rispedito le cinture di Raffaella Carrà