La giornata conclusiva della mostra “Rumore“, l’omaggio alla carriera e allo stile di Raffaella Carrà ospitato negli spazi della Palazzina Azzurra di San Benedetto del Tronto, si è chiusa con una denuncia ai Carabinieri. Domenica mattina, poco prima dell’apertura al pubblico e durante le fasi preliminari di disallestimento, è stato scoperto il furto di due cinture originali, sottratte direttamente dagli storici abiti di scena della showgirl esposti nelle sale. Un colpo anomalo: i primi rilievi delle forze dell’ordine non hanno infatti evidenziato alcun segno di effrazione agli ingressi della struttura, elemento che porta gli investigatori a ipotizzare che il furto sia stato perpetrato in pieno giorno, eludendo la sorveglianza durante i normali orari di visita.

I pezzi rubati

Ad accorgersi dell’ammanco sono stati i diretti proprietari dei capi, Giovanni Gioia e Vincenzo Mola. I due collezionisti sono i custodi di un imponente archivio privato che conta circa 350 costumi indossati dalla Carrà in un arco temporale che va dal 1976 al 2012. Per la mostra marchigiana, allestita dal 18 aprile al 10 maggio, avevano selezionato e prestato trenta abiti iconici. Nel dettaglio, gli oggetti trafugati sono due accessori sartoriali unici, entrambi arricchiti da applicazioni originali in cristalli Swarovski e considerati parti inscindibili dei rispettivi costumi: