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22 OTTOBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:02
Un furto “folle”, di fronte al quale non è azzardato ipotizzare che alla fine la refurtiva possa addirittura essere restituita. C’è uno spettro abbastanza ampio di ipotesi riguardo ai canali illegali nei quali potrebbero finire i gioielli del tesoro di Francia fatti sparire dal Louvre di Parigi, domenica mattina, da una banda entrata in azione mentre il museo era già pieno di visitatori. Tuttavia, l’azione spettacolare lascia perplessi gli esperti perché “si tratta di pietre talmente riconoscibili che non è pensabile vengano offerte per vie legali”. Non solo: anche il furto su commissione non è considerata una pista prevalente da Carlotta Mascherpa, old master specialist e direttrice della filiale italiana di Lempertz, la più antica casa d’asta privata al mondo. “Per quanto sia una pista romanzesca e pittoresca, mi chiedo quale collezionista – spiega a Ilfattoquotidiano.it – possa immaginare di prendere degli oggetti del genere, simbolo di uno dei crimini mediaticamente più discussi al mondo”.
Dunque quale potrebbe essere la soluzione del caso?














