“Riconoscere un errore e trovare la forza di tornare sui propri passi è qualcosa che appartiene alla parte più autentica della coscienza umana“. È con questa riflessione sul pentimento che Giovanni Gioia e Vincenzo Mola, proprietari di Collezioni Carrà, hanno commentato la notizia che temevano di non ricevere più: le due cinture rubate dagli storici abiti di scena di Raffaella Carrà sono state ritrovate e restituite. La conferma è arrivata giovedì 14 maggio 2026, quando i carabinieri di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) hanno contattato i due curatori per comunicare l’esito positivo della vicenda.
La risoluzione del caso non è passata attraverso un’operazione di polizia, ma tramite un gesto di ravvedimento da parte di chi aveva sottratto gli oggetti. Un pacco anonimo è stato infatti recapitato direttamente presso gli uffici comunali della cittadina marchigiana. Al suo interno, perfettamente intatte, vi erano le due cinture rubate nei giorni scorsi dalla Palazzina Azzurra, la struttura che aveva ospitato la mostra gratuita intitolata “Rumore“. Il furto era stato scoperto domenica 10 maggio, proprio durante le fasi di smantellamento dell’esposizione, che contava un totale di 30 vestiti. Gli investigatori avevano subito escluso l’ipotesi di un’effrazione notturna, deducendo che il furto (messo a segno da una o più persone) fosse avvenuto in pieno giorno, approfittando dell’orario di apertura al pubblico per sottrarre gli accessori dalle sagome espositive.








