Un arco temporale di otto ore, nelle acque del Mediterraneo al largo di Creta, rischia di trasformarsi in un caso diplomatico per il governo di Atene. È l'intervallo di tempo trascorso tra l'assalto israeliano alle navi della "Global Sumud Flotilla" e l'arrivo dei primi soccorsi greci: otto ore di vuoto, in cui la sovranità europea sembra essersi dissolta per fare spazio agli interessi strategici di Tel Aviv.
Ufficialmente, il Ministro degli Esteri Giorgos Gerapetritis ha parlato davanti al Parlamento di un'operazione dettata da un "dovere umanitario". Ma la ricostruzione fornita a Fanpage.it da Paris Laftsis, attivista della Flotilla, descrive una realtà differente: quella di una sovranità che sarebbe stata "congelata" per permettere ai militari israeliani di agire indisturbati, sequestrare le imbarcazioni e rapire decine di attivisti, tra cui Saif Abukeshek e Thiago Avila, senza alcuna interferenza da parte delle autorità europee.
Nel diritto marittimo esiste una regola considerata sacra: il Canale 16. È la frequenza internazionale riservata esclusivamente ai soccorsi, l'unico ponte radio che garantisce la sicurezza in mare aperto. Chiunque si trovi in pericolo lancia un segnale su quella banda; chiunque sia nelle vicinanze ha l’obbligo legale di rispondere.







