Sono trascorse solo poche ore dall'arrivo a Tenerife della nave da crociera MV Hondius, dove è stato registrato un focolaio di hantavirus (ceppo Andes), ma già si rincorrono le notizie sui due passeggeri risultati positivi ai primi test. Un passeggero francese e uno statunitense. Sebbene – vale la pena specificarlo – l'Organizzazione mondiale della salute (Oms) continui a ribadire che il rischio per la popolazione globale resta basso e molto basso per l'Europa, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) ha diffuso linee guida piuttosto rigide sulle misure di prevenzione e contenimento che i vari Stati dovranno applicare ai passeggeri. Tutti infatti via precauzionale dovranno essere tutti considerati "contatti ad alto rischio" e mettersi in auto-quarantena per 42 giorni dall'ultimo contatto con il virus, stabilito al 6 maggio 2026. Per questo motivo sono state fortemente criticate le dichiarazioni di un funzionario dei CDC (Centers for Disease Control and Prevention) secondo le quali gli Stati Uniti avrebbero deciso di non obbligare la quarantena ai 17 passeggeri della MV Hondius che hanno fatto ritorno nel Paese. Per l'infettivologo Matteo Bassetti questa decisione, oltre a negare l'evidenza, rappresenterebbe un vero e proprio attacco ad alcuni capisaldi della medicina moderna.